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La lectio, nella mattinata del 27 gennaio 2025, ha ad oggetto l’analisi delle cause profonde che hanno portato al genocidio di sei milioni di ebrei nei campi di concentramento nazisti tra il 1941 e il 1945.


L’indagine ricostruisce le dinamiche fondative della modernità, a partire dalla costituzione dello Stato nazionale moderno, che nasce come macchina razionale per assicurare la sicurezza e il benessere dei sudditi, ma che porta in sé tutta una serie di contraddizioni, a partire dalla separatezza tra sfera politica e società civile, e dal contrasto tra eguaglianza formale dei cittadini davanti alla legge e loro diseguaglianza reale nella vita di tutti i giorni.


Ci si sofferma, poi, sui motivi che, nel Novecento, hanno portato alla deflagrazione di quelle contraddizioni, con la crisi conseguente dello Stato liberale, la soppressione in molte nazioni della democrazia, e con l’affermarsi di regimi totalitari, come il fascismo e il nazismo, che proprio nel razzismo – e in particolare nell’antisemitismo – hanno trovato uno dei loro collanti fondamentali, e che sono poi stati alla base della Shoah.


Nella seconda parte della relazione, viene ripercorsa la costruzione, avvenuta dopo la seconda guerra mondiale, del “Welfare-State” nella gran parte dei Paesi occidentali, che ha consentito una crescita economica e sociale, e un significativo allargamento della democrazia e dei diritti civili e politici.


L’ultima parte, infine, è dedicata alle ragioni della crisi che, a partire dalla fine della cosiddetta “globalizzazione”, ha coinvolto quasi tutti le Nazioni dell’Occidente liberal-democratiche, facendo crollare un ordine internazionale multipolare, fondato su un certo rispetto delle regole dettate dal diritto internazionale, e determinando una situazione di “anomia” degli equilibri interni e internazionali, in cui a prevalere sembra essere sempre più l’elemento della forza e degli interessi degli Stati e dei ceti sociali più potenti.

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